Taverna…quando è abitabile?

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Nascono come spazi interrati, nascosti dove riporre vecchi oggetti del passato. Oggi assume tutt’altra forma e molto spesso la taverna è oggetto di abusi. I dettagli.

Quando è regolare la taverna
Funzioni e normative della taverna

Chi da bambino, o anche ora da adulti, non si è mai ritrovato nella taverna di qualche amico per festeggiare una qualche importante ricorrenza? Un posto familiare dove poter mangiare, bere e fare due chiacchiere con gli amici.

Con quello stile così rustico, che ti metteva a tuo agio, insieme alla calda accoglienza delle persone che la frequentavano tra canti e sorrisi.

E poi volete mettere il calore di un grande camino!!!!

Forse queste usanze si sono un po’ perse ultimamente…

Nelle prossime righe vi parleremo nel dettaglio della taverna, in particolare di quando è regolare e quando invece non lo è. Infine vedremo se i lavori edilizi eseguiti in tali locali possono godere di una qualche agevolazione.

Sul tema dei bonus potrebbe interessarvi il nostro ultimo articolo sulle Imprese Alimentari Domestiche (IAD).

Il nuovo volto della taverna

Ad oggi, la taverna assume una funzione diversa anche a livello immobiliare, adibita sempre più spesso a diversi scopi quali ad esempio:

  • soggiorno con spazio cucina;
  • spazio per ospitare cene ed eventi;
  • lavori domestici;
  • hobby.

Tuttavia bisogna stare attenti a non abusare del termine!

Cerchiamo, infatti, di capire come differenziare una taverna regolare da una abusiva.

Regolare o abusiva

Dal punto di vista urbanistico la realizzazione delle taverne deve osservare i requisiti minimi di abitabilità stabiliti dal D.M. del 5 Luglio 1975 che stabilisce con precisione

quando un locale è abitabile

sotto il profilo igienico-sanitario. 

Premesso che nel Regolamento Edilizio Tipo italiano non troviamo una chiara definizione del termine taverna e neppure nei regolamenti regionali e comunali dove diverse sono le posizioni assunte.

Anche per questa ragione nelle pratiche edilizie e nei progetti inerenti a questi specifici locali, non troveremo mai l’indicazione dell’altezza (2.70 m quella minima considerata regolare per l’abitabilità come ben sapete).

Sarebbe troppo lo spazio tolto alle VERE stanze della nostra casa ed è proprio per questa ragione che molti sorvolano sulla regolarità e versano nella comodità dell’abusivo…

Ed ecco che i furbetti pensano di costruire dei locali non abitabili con

destinazione accessoria

secondo la normativa nazionale e locale, per essere utilizzati a loro vantaggio.

Locali nati per essere cantine, garage, lavanderie o locali simili, vengono trasformati per assumere l’impropria funzione di taverna senza per nulla rispettare i requisiti minimi di legge che indicano quando un locale è abitabile a tutti gli effetti.

Come cita l’art. 44 DPR 380/01:

“Il bene giuridico tutelato dalle norme penali incriminatici in materia di abusivismo edilizio è rappresentato dalla necessità di sottoporre l’attività edilizia al preventivo controllo della pubblica amministrazione, e dall’interesse sostanziale alla tutela del territorio”.

Questo spiega come è possibile cambiare abusivamente la destinazione di un determinato ambiente domestico.

Qualcuno potrebbe ammonire affermando che si potrebbe optare per il cambio di destinazione d’uso per rimanere nella classe funzionale residenziale, ma ciò andrebbe comunque contro tutte le disposizioni… quindi sanzionabile penalmente.

Ma è agevolabile con i bonus edilizi?

Certamente, a patto che ha fatto tutto seguendo le regole!

E quindi assolutamente NO, se si tratta di un abuso!

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