Accordi per l’innovazione: nuovi incentivi all’impresa

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Il Mise ha finalmente attivato i nuovi Accordi per l’innovazione. Dall’11 maggio al via le domande per richiedere l’agevolazione riconosciuta sostenere le imprese attive nelle aree di ricerca e sviluppo industriale.

Definizione degli Accordi per l'innovazione
Definizione degli Accordi per l’innovazione

Diventano operativi i nuovi Accordi per l’innovazione del Ministero dello sviluppo economico che puntano a sostenere le imprese che investono in ricerca e sviluppo industriale attraverso contributi e finanziamenti agevolati.

È stato infatti pubblicato il decreto destinato alle imprese che svolgono attività industriali, agroindustriali e artigiane che presentano progetti d’importo superiore a 5 milioni di euro.

Scopo dell’intervento è aiutare nella realizzazione di nuovi prodotti e innovativi modelli produttivi.

La procedura di presentazione delle domande si è aperta formalmente alle ore 10 dell’11 maggio 2022.

Accordi per l’innovazione: a chi si rivolge

Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione, con almeno due bilanci approvati, che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane o di servizi all’industria nonché attività di ricerca.

Le imprese proponenti possono presentare progetti anche in forma congiunta tra loro, fino a un massimo di cinque soggetti co-proponenti.

Cosa finanzia

Sono finanziate le attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale per la realizzazione o l miglioramento di nuovi prodotti, processi o servizi.

Tutto questo tramite lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali (KETs) rispettando le seguenti aree di intervento:

  • Tecnologie digitali fondamentali, comprese le tecnologie quantistiche
  • Tecnologie abilitanti emergenti e di fabbricazione
  • Materiali avanzati
  • Intelligenza artificiale e robotica
  • Industrie circolari
  • Industria pulita a basse emissioni di carbonio
  • Malattie rare e non trasmissibili
  • Impianti industriali nella transizione energetica
  • Competitività industriale nel settore dei trasporti
  • Mobilità e trasporti puliti, sicuri e accessibili
  • Stoccaggio dell’energia
  • Sistemi alimentari, bio-innovazione nella bioeconomia dell’Unione

I progetti devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 5 milioni di euro, con durata non superiore a 36 mesi ed essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione.

Gli aiuti sono concessi nella forma di contributo diretto alla spesa ed, eventualmente, del finanziamento agevolato in base alle risorse messe a disposizione nel rispetto dei seguenti limiti e criteri:

  • il limite massimo dell’intensità d’aiuto delle agevolazioni concedibili è pari al 50% dei costi ammissibili di ricerca industriale e al 25% dei costi ammissibili di sviluppo sperimentale;
  • il finanziamento agevolato, qualora richiesto, è concedibile esclusivamente alle imprese, nel limite del 20% del totale dei costi ammissibili di progetto.

Come presentare la domanda

Prima di tutto è necessario definire l’Accordo per l’innovazione tra il Ministero dello sviluppo economico, i soggetti proponenti e le eventuali amministrazioni pubbliche interessate al cofinanziamento dell’iniziativa.

Per l’attivazione della procedura negoziale i soggetti proponenti devono presentare al Ministero dello sviluppo economico la domanda di agevolazione includendo:

  • la scheda tecnica;
  • il piano di sviluppo del progetto;
  • il contratto di collaborazione (nel caso di progetto congiunto tra più soggetti).

Ricevuta la domanda di agevolazione, il Ministero verifica la disponibilità delle risorse finanziarie e provvede all’istruttoria amministrativa, finanziaria e tecnica, sulla base della documentazione presentata.

Nel caso in cui le valutazioni istruttorie si concludano con esito positivo si procede alla definizione dell’Accordo per l’innovazione tra il Ministero, i soggetti proponenti e le eventuali amministrazioni pubbliche interessate al sostegno del progetto di ricerca e sviluppo.

Alla stipula dell’Accordo, i soggetti proponenti dovranno presentare la documentazione utile alla definizione del decreto di concessione.

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