Ristrutturazione del debito: ecco come funziona

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Ristrutturazione del debito: il contenuto dell'accordo
Come raggiungere un accordo di ristrutturazione del debito

L’accordo di ristrutturazione del debito è un istituto della legge fallimentare.

Si tratta di un vero e proprio accordo, stipulato nell’ambito di una procedura fallimentare, tra i creditori e il debitore.

Consente da un lato, dal punto di vista dei creditori, di soddisfare almeno in parte le loro pretese.

Da un altro lato, al debitore, consente di evitare alcune delle conseguenze più nefaste che il più delle volte conseguono al fallimento.

Andiamo a vedere tutti i meccanismi e le regole che stanno alla base di questo istituto.

Cos’è l’accordo di ristrutturazione del debito

Quando si parla di procedure concorsuali, è facile fare confusione tra le varie procedure.

Ad esempio, a un non addetto ai lavori, l’accordo di ristrutturazione dei debiti può sembrare simile o uguale al concordato fallimentare.

In realtà, non si tratta proprio della stessa cosa.

Cominciamo con le analogie, anche per comprendere meglio la natura dell’accordo di ristrutturazione dei debiti.

Sia il concordato che l’accordo di ristrutturazione, sono sostanzialmente accordi che hanno come fine la risoluzione della crisi d’impresa.

Sono, da un certo punto di vista, vantaggiosi sia per i creditori che per il debitore.

Dal punto di vista dei creditori, gli strumenti consentono di soddisfarli per un importo maggiore di quanto potrebbero fare se si continuasse con il fallimento.

Perché? Ebbene, solitamente, al termine della procedura fallimentare, gli interessi dei creditori (soprattutto quelli chirografari) restano per lo più insoddisfatti.

Di solito si riesce a soddisfare i creditori di massa e quelli privilegiati.

Quando tocca ai creditori chirografari, che non possono vantare garanzie reali o personali, avanza ben poco.

Con l’accordo di ristrutturazione è vero che gli interessi dei creditori restano comunque parzialmente insoddisfatti.

Infatti, spesso (ma dipende dal contenuto dell’accordo!) si decide di ridurre l’esposizione debitoria, proprio per dare la possibilità al debitore di adempiere con regolarità le obbligazioni.

Ma i creditori resterebbero comunque insoddisfatti, anche con la completa liquidazione dei debiti del fallito, e quindi spesso un piano di ristrutturazione dei debiti si rivela più conveniente, in quanto consente un maggiore soddisfacimento delle loro pretese!

Al debitore, invece, gli accordi di ristrutturazione consentono di ottenere un ridimensionamento dell’esposizione debitoria, o almeno di pagare gradualmente debiti e obbligazioni, per evitare il completo dissesto economico e finanziario.


Le caratteristiche fondamentali degli accordi di ristrutturazione dei debiti

Sono concordati extra-giudiziali, questa è la differenza fondamentale con il concordato preventivo.

Perché si addiviene alla conclusione attraverso trattative esterne, fra debitori e creditori.

Il Tribunale interviene, ad accordo concluso, solo per la c.d. omologazione, che è una sorta di controllo “formale” sull’atto, senza comunque entrare nel merito (e cioè nel contenuto) dell’atto stesso.

Non sono concordati di massa, parte dell’accordo sono solo i creditori accettanti e questo comporta una rilevante conseguenza: sono vincolanti solo per i creditori che l’hanno concretamente stipulato o accettato.

Non per tutti gli altri, nei confronti di questi si producono però comunque alcuni effetti.

Ad esempio la moratoria dei pagamenti e l’esenzione degli atti esecutivi delle azioni revocatorie.

Il contenuto dell’accordo di ristrutturazione del debito

Sul contenuto del piano di rientro dal debito la legge in realtà, niente prescrive.

Quindi creditori e debitore sono liberi di “modellare” l’accordo come meglio credono.

Ad esempio può consistere in:

  • Pagamento in percentuale
  • Dilazione o rateizzazione dei pagamenti
  • Conversione dei finanziamenti in apporti di associazione in partecipazione
  • Attribuzione ai creditori di azioni o partecipazioni sociali
  • Concessioni di garanzie


Ulteriori modalità possono essere il piano di rientro bancario e la cessione del debito.

La differenza fra piano di rientro e piano di rientro bancario riguarda principalmente la natura del soggetto con il quale avvengono le negoziazioni.

Nel caso del piano di rientro bancario si negozia, con una banca, sempre in via stragiudiziale, il pagamento graduale o progressivo dell’importo fino all’eventuale estinzione del debito stesso.

Quindi, il fine della procedura è quello di consentire da un lato alla banca di ricevere comunque il soddisfacimento del proprio credito, da un altro lato, al cliente, di ottenere una rateizzazione del debito in modo tale da essere messo in grado di adempiere alle obbligazioni che sarebbero, in caso contrario, insostenibili.

L’elaborazione di un piano di rientro bancario, che sia quindi efficace e conveniente non solo per la banca, contraente forte, ma anche per il cliente, contraente debole, non è facile.

Questo perché richiede la conoscenza di nozioni giuridiche e finanziarie, senza le quali non è possibile procedere, con cognizione di causa, all’elaborazione di un piano efficiente.

La cessione del debito invece implica il trasferimento di uno o più debiti del soggetto in crisi a un terzo.

Un altro strumento che consente di ridurre l’esposizione debitoria.

Tuttavia, in questo caso, bisogna tenere conto anche dell’interesse della parte attiva del rapporto (banca, fornitore etc..).

La cessione del debito non è di per sé, infatti, un atto di trasferimento neutro per il creditore, in quanto determina una modifica del lato passivo dell’obbligazione, e il nuovo debitore potrebbe essere a sua volta insolvente.

Quindi, si richiede, il consenso del creditore, ai fini dell’efficacia.

Ai creditori che non aderiscono all’accordo deve essere comunque assicurato il pagamento per l’intero.

Inoltre, all’accordo devono aderire i creditori che rappresentano almeno il 60% dei crediti.

Il debitore può avere interesse a essere messo al riparo dalle azioni esecutive individuali dei creditori, durante la fase delle trattative e prima che si pervenga all’accordo.

Dovrà, quindi, presentare istanza in Tribunale corredata della documentazione, per dimostrare:

  • L’esistenza delle trattative in corso
  • L’idoneità della proposta


Nel momento in cui l’istanza è pubblicata nel Registro delle imprese, si verifica come effetto quello della sospensione temporanea della possibilità d’iniziare azioni esecutive o cautelari individuali da parte dei creditori.

Affinché questo effetto sia definitivo, è necessaria però la decisione definitiva del Tribunale.

Come già accennato, dopo la stipulazione dell’accordo sarà comunque necessario un controllo da parte del giudice, detto anche “omologazione”.

La relazione del professionista attestatore sulla ristrutturazione del debito

La relazione del professionista deve, in particolare, verificare:

  • La veridicità dei dati aziendali
  • L’attuabilità dell’accordo
  • L’idoneità dell’accordo ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei


L’accordo è ovviamente, come già detto, soggetto a pubblicità presso il Registro delle imprese.

Le difficoltà nel raggiungimento di un accordo di ristrutturazione dei debiti

L’accordo di ristrutturazione dei debiti è una procedura complessa, nel corso della quale emergono una serie d’interessi, in primis quello dei creditori che hanno interesse al più alto grado di soddisfacimento possibile delle loro pretese, poi quello del debitore, che coincide con il raggiungimento di un accordo il meno lesivo possibile dell’integrità del patrimonio.

Su tutti questi interessi, particolari, c’è n’è uno che potremmo definire “generale”, in quanto riguarda non solo un singolo soggetto ma l’intera collettività, vale a dire l’interesse collettivo a che la procedura si svolga nel rispetto della legge.

Non sempre è facile, per il debitore, che si trova inevitabilmente in una situazione di crisi e debolezza socio-economica, addivenire a un accordo con i creditori, che sia conveniente dal suo punto di vista.

In primis perché egli non ha, il più delle volte, le conoscenze economiche e giuridiche tali da elaborare un buon piano di ristrutturazione e poi perché, come anticipato, la sua non è di certo una posizione di parità con i creditori.

Come ottenere tutela e assistenza nell’ambito della procedura di ristrutturazione dei debiti

Elaborare un efficace accordo di ristrutturazione dei debiti non è facile e, come abbiamo già accennato, sono vari i problemi che, in questi casi, vengono in rilievo.

Sarà quindi necessario affidarsi ai servizi di un commercialista che sia in grado di:

  • Inquadrare la situazione economica del debitore
  • Individuare quelle che sono le criticità e i punti di forza
  • Elaborare, conseguentemente, un piano di rientro dal debito che sia quanto più rispondente possibile agli interessi del debitore
  • Trovare, insieme, una soluzione alla crisi di impresa che possa rispondere, da un lato agli interessi del debitore e da un altro lato che sia quanto meno accettabile per i creditori

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